Vi venisse un crampo al dito tutte le volte che premete il bottone con scritto "condividi".
E' quello che penso regolarmente quando vado nella sezione del mio profilo su Facebook dove si ricevono gli inviti per qualcosa. Normalmente ne ho una cinquantina al giorno. Inviti per iniziative culturali o culinarie che si svolgono a mille chilometri da casa mia, inviti per iscrivermi a gruppi sulla qualsiasi, almeno uno al giorno su Berlusconi e uno su qualcosa che è palesemente una scemeza, come quello sul Facebook a pagamento. Facile, direte voi: ignorali. Ci ho provato e ho lasciato che a dispetto del mio senso dell'ordine, la suddetta sezione si riempisse di centinaia di inviti trascurati. Ho capito che era un errore quando nella mia casella di posta ho cominciato a ricevere mail destinate ai "membri del gruppo dei suonatori di Ukulele" o degli "adoratori della Gnocca". Sì, perché se vieni invitato e non rispondi, automaticamente per il sistema sei in una specie di limbo legato al...